Màkari - Fiction Rai1

Màkari, la Sicilia delle fiction Rai

Posted By : Scoop Travel/ 1528 0

“Ma Màkari è casa, è gioia e dolore”.

Dite la verità, anche voi l’ avete letta canticchiando!

E’ la sigla ( cantata da Il Volo) della nuova fiction di Rai1, Makari appunto, che da qualche giorno è entrata nel cuore degli italiani.

Prima la Napoli di Mina Settembre e del Commissario Ricciardi (clicca qui per leggere l’ articolo), poi la Bari di Lolita Lobosco ed ora…la Màkari (Macari, un piccolo borgo in provincia di Trapani) di Saverio Lamanna.

Màkari - Fiction Rai1

Ma cos’è Màkari? Innanzitutto una piacevole fiction che per qualche ora ci distrae, da queste lunghe giornate di zona rossa.
E Saverio Lamanna, chi è? Il protagonista. Nato dalla penna di Gaetano Savatteri, e interpretato dal palermitano Claudio Gioè;  Saverio dopo aver perso lavoro (era il portavoce di un influente segretario al Viminale) e credibilità a seguito di un passo falso, decide di tornare a casa in Sicilia, e rifugiarsi nella vecchia casa di vacanza dei suoi genitori a Macari, piccolo borgo di 450 pescatori, ritrovandosi per caso nei panni di un detective, l’ ex giornalista scoprirà di avere un talento naturale per le indagini.

Decisione che gli cambierà la vita. A Macari, Lamanna troverà esattamente tutto ciò di cui aveva bisogno; il vecchio e stravagante amico Peppe Piccionello e Suleima, una giovane che vive e studia a Firenze ed è in Sicilia per un lavoro stagionale come cameriera nel locale di Marilù. Un curioso trio di investigatori strambi, che si addentrano tra borghi e stradine di questo insolito tratto di Sicilia occidentale.

La Sicilia di Màkari

Lasciamo la Val di Noto del Commissario Montalbano, e raccogliendo il testimone delle indagini poliziesche vista mare (che avevamo lasciato a Bari con Lolita Lobosco), ci spostiamo sulla costa occidentale della Sicilia.

Si parte da Macari (che deriva dal greco e significa “benedetto, felice”), piccolo borgo che dà il nome all’ intero golfo;  il Golfo di Macari, appunto. Una piccola insenatura naturale che dal Monte Cofano attraversa il comune di Custonaci fino a San Vito Lo Capo.
Due torri d’avvistamento ne proteggono il territorio, torri che raccontano storie di pirati e di giovani nobili siciliani, di rapimenti e riscatti.
Nel territorio di Macari e nelle sue immediate vicinanze vi sono anche diverse grotte  che indicano come questo luogo fosse un insediamento già all’ età della pietra.

A Macari la vita scorre lenta, le auto sono pochissime e contati sono anche i luoghi di svago, ecco perché è il luogo ideale dove trovare la pace e l’autenticità. Macari, insieme alla vicina Castelluzzo, fanno parte di un territorio rimasto incontaminato e selvaggio, un piccolo paradiso che ha resistito all’onda della cementificazione degli anni ’70.

Chi è in cerca di un po’ di “movimento”, può facilmente raggiungere a soli tre minuti di auto San Vito Lo Capo, dove la “vita” è totalmente un’altra cosa.

San Vito Lo Capo

Un vero e proprio angolo caraibico. A ridosso della Riserva Naturale dello Zingaro, con le sue calette da cartolina, è il paradiso di chi ama, oltre al mare trasparente, la buona tavola e quell’ antico fasciano  della Sicilia arabo – normanna, le sue tradizioni e il suo folklore.
Questo lembo di Sicilia rimasto intatto, incontaminato: sette chilometri di costa e circa 1700 ettari di natura. La maggior parte dei turisti che visita la riserva percorre il sentiero costiero per raggiungere una delle sette piccole spiagge, selvagge e affascinanti, che offre.

E allora San Vito Lo Capo, la Tonnara di Scopello (una delle spiagge più belle d’ Italia, questo angolo d’ affaccio sul mare rimasto incontaminato, dominato da un’ unica costruzione; la Tonnara appunto,  affacciata sul mare verde smeraldo e su alcuni suggestivi faraglioni),  la Riserva dello Zingaro; se li chiamano i “Caraibi Siciliani” sono certa che un motivo ci sarà! Acque cristalline con mille striature di turchese e verde smeraldo, palme che punteggiano la sabbia bianca e finissima, una leggera brezza anti – afa anche nei mesi più torridi. Insomma, sembra di essere in Repubblica Dominicana.

E ancora: Trapani, Palermo e per alcune scene Castellamare del Golfo, uno tra i più celebri centri balneari della Sicilia, la sua ampia insenatura è dominata dal magnifico castello a mare, originariamente collegato all’ abitato da un ponte levatoio, attorno al quale in origine si è sviluppata la città.

Un angolo bellissimo di Sicilia, insomma, che diventa un meraviglioso e caratteristico set. Una fiction Rai, che ancora una volta ci fa viaggiare alla scoperta di luoghi, insoliti e meravigliosi, che ci fa venire voglia (soprattutto in questo periodo) di tuffarci in quelle acque, di addentarci in quei borghi, di respirarne quei profumi.

Sicilia da vedere

E’ proprio vero cara Italia sei così bella, la nazione più invidiata al mondo. E se per la causa che conosciamo, questa dovesse essere un’ altra estate italiana, non sarà di certo una punizione. Abbiamo così tanto da scoprire! Una miniera d’oro, che possiamo imparare a scoprire e a far scoprire!

E allora, se Makari vi ha portato  un’ incontenibile voglia di Sicilia, contattateci pure, siamo qui pronti con tutte le “armi necessarie per soddisfare ogni vostra voglia di VACANZA”.

L'hanami in Giappone: l' emozione dei sakura

L’ hanami in Giappone: l’ emozione dei sakura

Posted By : Scoop Travel/ 1520 0

“Vorrei fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi”, scriveva qualche anno fa  Pablo Neruda, rapito dalla delicata esplosione dei ciliegi in fiore.

Hanami:  un bellissimo termine giapponese che vuol dire proprio “ammirare i fiori”, che  fa riferimento alla tradizione antica dei ciliegi in Giappone. Ammirare i sakura, questi fiori d’un rosa elegante e bellissimo , vuol dire saper godere di un immenso spettacolo della natura.

Per l’ hanami si tengono, addirittura, delle feste all’aperto: si organizza un ricco picnic all’ombra dei ciliegi in fiore, a base di sushi&sake, oppure si allestiscono feste in grande stile, con balli e musiche tipiche, che vanno avanti fino a notte inoltrata.

Sì, perchè, nelle ore notturne l’hanami cambia nome in yozakura, che vuol dire appunto “la notte del ciliegio“, e i sakura vengono illuminati e adornati con delle caratteristiche lanterne di carta; l’ atmosfera è veramente meravigliosa.

L'hanami in Giappone: l' emozione dei sakura

Ma quando andare in Giappone?

Ci sono delle vere e proprie “previsioni della fioritura”, per sapere esattamente quando comincia e fino a quanto dura.  Lo spettacolo dei sakura in fiore occupa gran parte della primavera e in Giappone si può ammirare, già, dalla seconda metà di marzo nell’Isola di Kyushu, a sud. A seguire, sono protagoniste le grandi città del Giappone centrale, come TokyoOsaka e Kyoto. Gli ultimi a regalar meraviglie sono i ciliegi di Hokkaido, isola del Nord, dove la città di Sapporo è senza dubbio uno dei punti privilegiati di osservazione, perché offre uno spettacolo che è in assoluto tra i migliori.

Quali sono i luoghi da non perdere?

Il parco di Goryokaku, a Hokkaido. Qui, i pruni e i ciliegi colorano contemporaneamente le rovine dell’antica fortezza in stile Vauban (l’architetto di Luigi XIV), da fine aprile a inizio maggio.

Il parco del castello di Hirosaki, a Tohoku  La fioritura ha luogo a partire da aprile fino a inizio maggio, all’ombra di un castello tradizionale giapponese.

parco del castello di hirosaki
Il castello di Nagoya a Chubu

Il castello di Nagoya a Chubu . Più d’un migliaio di ciliegi fioriscono a partire dalla fine di marzo e, una volta giunta la notte, restano visibili grazie a delle illuminazioni.

Il parco di Senkoji, a Hiroshima. Uno dei luoghi più antichi, dove sono piantati da più di 120 anni 10.000 ciliegi, che fioriscono da inizio fino a metà aprile, offrendo uno spettacolo indimenticabile.

Parco di Senkoji
Castello di Kumamoto

Il parco del castello di Kumamoto, il più meridionale; tra le rovine del Castello di Nago, i 20.000 ciliegi piantati qui fioriscono molto prima dei loro fratelli del Nord.

Qualche consiglio pratico…

Partecipare all’hanami è un vero e proprio rito, sarebbe opportuno attrezzarvi! Innanzitutto dovreste portare con voi un telo abbastanza grande da poter contenere sia il cibo sia le persone che dividono la giornata con voi. I teli usati sono di solito blu e il picnic si degusta nel tradizionale bento, un cestino a scomparti con un coperchio, che potrete facilmente acquistare in un qualsiasi supermercato.

Non lasciate a casa gli abiti pesanti: c’è da stare all’aria aperta per molte ore e stando fermi, quindi avrete bisogno di essere ben coperti. Armatevi di smartphone e fotocamere.. perché sarà difficile non scattare una foto ricordo, ma sappiate che sarà impossibile immortalare l’ indescrivibile atmosfera  di serenità e bellezza intorno a voi, per questo l’unico consiglio è godersela al massimo!

Si dice inoltre.. che un petalo di ciliegio in fiore che cade su una persona è segno di buona fortuna per l’anno a venire. Sarà vero? Tentar non nuoce! Non lasciarti scappare l’occasione, per il prossimo anno tenta la sorte…