Nino D'Angelo - X crociera della musica, arte e cultura napoletana

14

Ott
2021

Nino D’Angelo, il CANTANTE NAPOLETANO senza giacca e cravatta.

Posted By : Scoop Travel/ 1807 0

Era il 25 settembre del 2017, quando il “The Strand Theatre”  a bordo di Msc Splendida, durante la X Edizione della Crociera della Musica, Arte e Cultura Napoletana, si infiammava;  tra gli spettatori non solo i nostri crocieristi, ma altri passeggeri  italiani, addirittura passeggeri inglesi, francesi, americani accorrevano tutti… si esibiva il MAESTRO.

Sì proprio lui, il grande Nino D’Angelo

Nino D'Angelo testimonial X edizione crociera musica napoletaana

Il nostro Nino che in questi ultimi giorni sta facendo tanto parlare di sé. Perché? Ve lo spiego brevemente…
Qualche giorno fa Nino D’Angelo scrive sui suoi social: “Io non sono e non sarò mai un cantante ‘Neomelodico’ con tutto il rispetto di questi ragazzi, alcuni anche bravi, ma non hanno niente a che vedere con me e la mia storia di cantautore”.
E da qui il putiferio scatenato dalle reazioni di alcuni cantanti neomelodici, soprattutto sui social si son visti video e commenti di ogni genere. Eppure ancora una volta, Nino D’Angelo ha saputo spegnere gli animi. Proprio ieri, 13 ottobre, durante la presentazione del suo nuovo progetto (libro, disco e nuovo tour) “Il poeta che non sa parlare” al Suor Orsola Benincasa, l’ ex caschetto biondo, sale in cattedra esclamando “Nessuna polemica, ci ho messo 30 anni per essere chiamato cantante napoletano e non neomelodico. Il termine è stato coniato negli anni ’90, io ho iniziato negli anni ’80 e per questo reputo tutti loro dei figli miei”.
E ha spiegato: Quando ero giovane io non esisteva la parola neomelodico e quando è iniziata la parola neomelodico io scrivevo “ciucculatin d’a ferrovia”, “senza giacca e cravatta”, ero un vecchio melodico, non potevo essere un neomelodico, proprio come età non posso esserlo. Non ce l’ho con nessuno, però io vorrei ripristinare gentilmente la parola ‘signore e signori ed ecco a voi il cantante napoletano’. Noi siamo i figli di Sergio Bruni, di Carosone,..ma ‘un cantante napoletano’ non si dice più. Ditemi se questa parola l’hanno detta per 20 anni”.

Nino D'Angelo testimonial X edizione crociera musica napoletana

Il cantante ha partecipato alla giornata di studi dal titolo “Il poeta che non sa parlare”, titolo della sua autobiografia in uscita il 14 ottobre e di un album di inediti che sarà presentato il 15 ottobre. La sua musica è diventata un caso di studio, sì di pedagogia della musica.
Quanta strada aggio fatto pe’ sagli’ sta furtuna mmiez’ ‘a gente distratta io nun ero nisciuno, quanta notte scetato pe’ scala’ chillo muro mmiez’ ‘e figli scurdato aggi’ appiso ‘a paura”. Leggete i versi di uno dei più grande successi, Senza giacca e cravatta, appunto…non vi sembra un testo da studiare? Rigorosamente ‘senza giacca e cravatta’ lo scugnizzo di San Pietro a Patierno (dove campeggia dallo scorso anno il murales dedicatogli da Joritquasi “ospite d’onore” di  uno degli Atenei italiani di maggiore prestigio e tradizione nel settore degli studi pedagogici, non ha nascosto la sua emozione. “Non so se merito di essere ‘studiato’, ma questa scelta accademica mi inorgoglisce molto e premia 45 anni di duro lavoro e soprattutto la mia evoluzione culturale degli ultimi 20 anni”. L’artista, ex caschetto d’oro, prosegue:ricorderò sempre quegli anni con grande affetto e non rinnegherò mai quella prima stagione della mia carriera in cui ho fatto riscoprire al grande pubblico la musica napoletana d’amore”.
La svolta c’è stata nel 1998 con il David di Donatello come miglior musicista e il Nastro d’argento per la miglior musica con la colonna sonora del film di Roberta Torre “Tano da morire”. In quel momento, come ha raccontato Nino D’Angelo agli studenti dell’aula magna del Suor Orsola,ho capito che potevo fare di più, volare più alto anche a livello culturale”.
E dovrebbe essere questo l’ obiettivo di ogni cantante, usare la musica per migliorarsi, per arrivare più in alto possibile…anche se non si può, anche se si appartiene magari ad un contesto culturale particolare, la musica può essere l’ arma vincente.

“A Gomorra ho preferito l’amore, motore della vita” Che prende la parola anche se “non dovrebbe saper parlare” dice Nino. E analizza così, il suo percorso e la cultura napoletana dal suo punto di vista straordinariamente unico: «Prima di Gomorra, la sceneggiata raccontava quel mondo di criminalità, la mia piccola rivoluzione è stata quella di riportare al centro della canzone napoletana l’amore, la necessità dei sentimenti e di evolversi contro un mondo che ti vuole predestinato al fallimento. Nessuno mi ha detto grazie, anzi mi hanno ridicolizzato, ma oggi sono qui e la posta si alza sempre più». Gli dice grazie l’Università dove oggi Nino ha davvero unito le due Napoli.
Da un lato queste meravigliose parole di Nino, dall’ altro però la maggior parte dei cantanti neomelodici, che spesso usano come tematiche delle loro canzoni solo il carcere, la camorra, i latitanti, gli omicidi…ma perché?
Sono problemi che esistono, non lo nascondiamo. Per alcune persone forse fanno parte della quotidianità, ancora più dell’ amore e dei sentimenti in generale. Ma perché enfatizzarlo? Piuttosto, perché non evitarlo, non parlarne…? Lo sappiamo, basta poco perché una canzone entri nella mente e nella bocca di tutti, anche dei più piccoli, e cosa insegniamo loro? Perché non mettiamo in risalto, le cose belle, i sentimenti, la storia, la cultura e tutto ciò di bello che la nostra città ci offre? Se non ne parliamo, non enfatizziamo, e vediamo che quella “questione” passa di moda, diventa ai più sconosciuta.
Attenzione qui non siamo contro i cantanti neomelodici, noi non vogliamo offendere nessuno, da persone che però da 14 anni credono e portano avanti un progetto, vogliamo che la canzone napoletana torni ad essere quella di una volta, che il mondo ritorni a conoscerci per quella musica, quella che ha fatto la storia.
Partire dal nulla è da tutti, nessuno nasce già formato, in qualsiasi settore. Ma bisognerebbe man mano, approfittarne per elevarsi, migliorarsi, diventare “pesci in un mare più grande”, non porta a nulla essere oche regine di uno stagno.
E allora basta litigi, basta controversie…la musica deve unire.

Nino D'Angelo testimonial X Edizione crociera della musica napoletana

Uniamo tutte le nostre forze, portiamo il nome di Napoli nel mondo, teniamo alta la testa e l’ orgoglio e mostriamoci per ciò che veramente siamo e vogliamo essere!
Grazie Nino, perché hai mostrato come dal niente, si possa arrivare veramente in alto, grazie per essere l’ esempio per tutti, giovani e meno giovani. Ti abbiamo eletto qualche anno fa ambasciatore e testimonial della canzone napoletana nel mondo, rinnoviamo il titolo, noi nel nostro piccolo, sposiamo il tuo stesso progetto.
“In boccal al lupo Guagliò” forza Napoli, siamo sicuri che si “ce damm a man e miracoli si fanno”, noi siamo pronti, teniamoci la mano, che insieme arriviamo lontano.

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