Canzone Segreta

Canzone Segreta: Serena Rossi e la Napoli… bella!

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Canzone segreta;  il  nuovo e sorprendente show di Rai1, che vede al timone della conduzione una vera artista, rivelazione di questo 2021; la napoletana Serena Rossi.
Il pubblico l’ha saputa, infatti, meglio conoscere e apprezzare, proprio di recente, nei panni dell’ assistente sociale più famosa d’ Italia: Mina Settembre (clicca qui per leggere l’ articolo dedicato).
Bella, colta, intelligente e con la battuta (spesso in dialetto) sempre pronta, la brava Serena, per la prima volta dopo tanti anni, sta mostrando all’ opinione pubblica nazionale… il vero Made in Naples.
Made in Naples… cosa sta ad indicare? La napoletanità autentica, insomma quella vera.

Serena Rossi

Ricordate le tante fiction e i programmi, mandati in onda sulle tv nazionali, che avevano come unico e solo obiettivo: screditare l’ immagine della nostra bella città?
Io sì, il napoletano perdona ma non dimentica.
Finalmente negli ultimi tempi, pare si stia recuperando quello che dovrebbe essere il senso di un programma televisivo… informare, far conoscere, raccontare.

I giovani della mia generazione ricorderanno le trasmissioni del sabato sera dei nostri “anni d’ oro”, dove erano presenti ospiti del calibro di  Totò, Eduardo  e Peppino De Filippo. Personalità ormai, dai più grandi, dimenticate, e ai più piccoli,  addirittura sconosciute.
Ricordo quando negli anni ’60, andava in onda tutti i pomeriggi una trasmissione condotta dal mitico Maestro Alberto Manzi, dalla durata di 30 minuti, intitolata “Non è mai troppo tardi”. Sapete di cosa si trattava? Di un corso di istruzione popolare per il recupero dell’ adulto analfabeta, un programma curato da Oreste Gasperini, Alberto Manzi e Carlo Piantoni, prodotto dalla Rai in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione.
Il Paese aveva bisogno di alfabetizzare i suoi cittadini… aveva bisogno, insomma, di un’ alfabetizzazione di massa, quale strumento migliore della Tv, per fare ciò?
Fu un esperimento… riuscito benissimo, tanto che quel programma Tv è rimasto nella storia del costume del nostro Paese.

Lo stesso esperimento, ripetuto poi dalle tv commerciali, permettetemi di dirlo però, forse al contrario.

Non è mai troppo tardi

Perché?
Perché sembra proprio che l’ intento sia quello di trasmettere un segnale di negatività ai danni di Napoli e del Sud. Sono anni che vediamo fiction che raccontano solo di camorra, di malavita… per carità si tratta di un’ altra faccia di Napoli che non siamo qui a negare, ma invece di enfatizzare questo aspetto, si è mai provato a comprendere il perché di tutto ciò? Avete mai visto parlare con la stessa enfasi dei problemi del Nord? La corruzione che impera, gli scandali , o per citare qualche problema attuale: la questione dei  vaccini in Lombardia? Qualche mese fa le auto in coda dinnanzi ai pronto soccorso degli ospedali campani erano in prima pagina, della Campania che oggi è una delle regioni più virtuose (mi riferisco alla somministrazione dei vaccini) non ne parla nessuno.

Nord vs Sud

Bene, ma cosa c’è entra Serena Rossi con tutto questo? C’entra e come, perché quando vogliono le tv riescono ancora ad influenzare il parere dell’ opinione pubblica. Lo sappiamo tutti, esistono generazioni di nordisti che vedono gli italiani del Sud come gente incivile e arretrata, siamo soggetti a pregiudizi, a discriminazioni ma perché? Perché, semplicemente, non ci conoscono, o meglio conoscono l’ aspetto sbagliato del Made in Naples.
Serena Rossi, pare invece stia riuscendo a svelare il vero aspetto dell’ essere napoletano, dell’ abitare al Sud. Dove la maggior parte dei cittadini, sono persone normali che ogni giorno si alzano per andare a lavorare, per andare a scuola, all’ università con non pochi problemi, partendo dal settore trasporti, affidati ad una classe politica negligente.
Nessuno a Napoli, nemmeno il più cattivo è nato con una pistola in mano, c’è qualche problema all’ origine.
Un 20enne napoletano non ha nulla in meno rispetto ad un 20enne milanese, eppure deve lottare il triplo per vedersi riconosciuto i diritti. Ben venga Canzone Segreta con Serena Rossi che cantando con Tosca ci fa emozionare, ben vengano tutti i programmi che vogliano parlare della vera Napoli,  dei napoletani educati e perbene.

E se i media non riescono a far arrivare il messaggio, li aiutiamo noi… ogni volta che vedete fiction e programmi dove regna la malavita, spegnete la tv e prendete un treno per Napoli. Vi accoglieremo noi, e vi faremo scoprire la Napoli quella autentica, quella vera… dove la camorra, la droga per carità (come in tutto il resto d’ Italia) esistono,  ma sono affiancate e superate dalle eccellenze, dalla cultura, dalla storia, dalla voglia di riscatto…perché sapete come si dice? “O napulitano se fa sicco ma nun more”, e noi non smetteremo mai, continueremo a ribellarci, a farci sentire… perché venga finalmente ripulito il nostro essere, la vera immagine della nostra città, la nostra identità partenopea!

Màkari - Fiction Rai1

Màkari, la Sicilia delle fiction Rai

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“Ma Màkari è casa, è gioia e dolore”.

Dite la verità, anche voi l’ avete letta canticchiando!

E’ la sigla ( cantata da Il Volo) della nuova fiction di Rai1, Makari appunto, che da qualche giorno è entrata nel cuore degli italiani.

Prima la Napoli di Mina Settembre e del Commissario Ricciardi (clicca qui per leggere l’ articolo), poi la Bari di Lolita Lobosco ed ora…la Màkari (Macari, un piccolo borgo in provincia di Trapani) di Saverio Lamanna.

Màkari - Fiction Rai1

Ma cos’è Màkari? Innanzitutto una piacevole fiction che per qualche ora ci distrae, da queste lunghe giornate di zona rossa.
E Saverio Lamanna, chi è? Il protagonista. Nato dalla penna di Gaetano Savatteri, e interpretato dal palermitano Claudio Gioè;  Saverio dopo aver perso lavoro (era il portavoce di un influente segretario al Viminale) e credibilità a seguito di un passo falso, decide di tornare a casa in Sicilia, e rifugiarsi nella vecchia casa di vacanza dei suoi genitori a Macari, piccolo borgo di 450 pescatori, ritrovandosi per caso nei panni di un detective, l’ ex giornalista scoprirà di avere un talento naturale per le indagini.

Decisione che gli cambierà la vita. A Macari, Lamanna troverà esattamente tutto ciò di cui aveva bisogno; il vecchio e stravagante amico Peppe Piccionello e Suleima, una giovane che vive e studia a Firenze ed è in Sicilia per un lavoro stagionale come cameriera nel locale di Marilù. Un curioso trio di investigatori strambi, che si addentrano tra borghi e stradine di questo insolito tratto di Sicilia occidentale.

La Sicilia di Màkari

Lasciamo la Val di Noto del Commissario Montalbano, e raccogliendo il testimone delle indagini poliziesche vista mare (che avevamo lasciato a Bari con Lolita Lobosco), ci spostiamo sulla costa occidentale della Sicilia.

Si parte da Macari (che deriva dal greco e significa “benedetto, felice”), piccolo borgo che dà il nome all’ intero golfo;  il Golfo di Macari, appunto. Una piccola insenatura naturale che dal Monte Cofano attraversa il comune di Custonaci fino a San Vito Lo Capo.
Due torri d’avvistamento ne proteggono il territorio, torri che raccontano storie di pirati e di giovani nobili siciliani, di rapimenti e riscatti.
Nel territorio di Macari e nelle sue immediate vicinanze vi sono anche diverse grotte  che indicano come questo luogo fosse un insediamento già all’ età della pietra.

A Macari la vita scorre lenta, le auto sono pochissime e contati sono anche i luoghi di svago, ecco perché è il luogo ideale dove trovare la pace e l’autenticità. Macari, insieme alla vicina Castelluzzo, fanno parte di un territorio rimasto incontaminato e selvaggio, un piccolo paradiso che ha resistito all’onda della cementificazione degli anni ’70.

Chi è in cerca di un po’ di “movimento”, può facilmente raggiungere a soli tre minuti di auto San Vito Lo Capo, dove la “vita” è totalmente un’altra cosa.

San Vito Lo Capo

Un vero e proprio angolo caraibico. A ridosso della Riserva Naturale dello Zingaro, con le sue calette da cartolina, è il paradiso di chi ama, oltre al mare trasparente, la buona tavola e quell’ antico fasciano  della Sicilia arabo – normanna, le sue tradizioni e il suo folklore.
Questo lembo di Sicilia rimasto intatto, incontaminato: sette chilometri di costa e circa 1700 ettari di natura. La maggior parte dei turisti che visita la riserva percorre il sentiero costiero per raggiungere una delle sette piccole spiagge, selvagge e affascinanti, che offre.

E allora San Vito Lo Capo, la Tonnara di Scopello (una delle spiagge più belle d’ Italia, questo angolo d’ affaccio sul mare rimasto incontaminato, dominato da un’ unica costruzione; la Tonnara appunto,  affacciata sul mare verde smeraldo e su alcuni suggestivi faraglioni),  la Riserva dello Zingaro; se li chiamano i “Caraibi Siciliani” sono certa che un motivo ci sarà! Acque cristalline con mille striature di turchese e verde smeraldo, palme che punteggiano la sabbia bianca e finissima, una leggera brezza anti – afa anche nei mesi più torridi. Insomma, sembra di essere in Repubblica Dominicana.

E ancora: Trapani, Palermo e per alcune scene Castellamare del Golfo, uno tra i più celebri centri balneari della Sicilia, la sua ampia insenatura è dominata dal magnifico castello a mare, originariamente collegato all’ abitato da un ponte levatoio, attorno al quale in origine si è sviluppata la città.

Un angolo bellissimo di Sicilia, insomma, che diventa un meraviglioso e caratteristico set. Una fiction Rai, che ancora una volta ci fa viaggiare alla scoperta di luoghi, insoliti e meravigliosi, che ci fa venire voglia (soprattutto in questo periodo) di tuffarci in quelle acque, di addentarci in quei borghi, di respirarne quei profumi.

Sicilia da vedere

E’ proprio vero cara Italia sei così bella, la nazione più invidiata al mondo. E se per la causa che conosciamo, questa dovesse essere un’ altra estate italiana, non sarà di certo una punizione. Abbiamo così tanto da scoprire! Una miniera d’oro, che possiamo imparare a scoprire e a far scoprire!

E allora, se Makari vi ha portato  un’ incontenibile voglia di Sicilia, contattateci pure, siamo qui pronti con tutte le “armi necessarie per soddisfare ogni vostra voglia di VACANZA”.

L'hanami in Giappone: l' emozione dei sakura

L’ hanami in Giappone: l’ emozione dei sakura

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“Vorrei fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi”, scriveva qualche anno fa  Pablo Neruda, rapito dalla delicata esplosione dei ciliegi in fiore.

Hanami:  un bellissimo termine giapponese che vuol dire proprio “ammirare i fiori”, che  fa riferimento alla tradizione antica dei ciliegi in Giappone. Ammirare i sakura, questi fiori d’un rosa elegante e bellissimo , vuol dire saper godere di un immenso spettacolo della natura.

Per l’ hanami si tengono, addirittura, delle feste all’aperto: si organizza un ricco picnic all’ombra dei ciliegi in fiore, a base di sushi&sake, oppure si allestiscono feste in grande stile, con balli e musiche tipiche, che vanno avanti fino a notte inoltrata.

Sì, perchè, nelle ore notturne l’hanami cambia nome in yozakura, che vuol dire appunto “la notte del ciliegio“, e i sakura vengono illuminati e adornati con delle caratteristiche lanterne di carta; l’ atmosfera è veramente meravigliosa.

L'hanami in Giappone: l' emozione dei sakura

Ma quando andare in Giappone?

Ci sono delle vere e proprie “previsioni della fioritura”, per sapere esattamente quando comincia e fino a quanto dura.  Lo spettacolo dei sakura in fiore occupa gran parte della primavera e in Giappone si può ammirare, già, dalla seconda metà di marzo nell’Isola di Kyushu, a sud. A seguire, sono protagoniste le grandi città del Giappone centrale, come TokyoOsaka e Kyoto. Gli ultimi a regalar meraviglie sono i ciliegi di Hokkaido, isola del Nord, dove la città di Sapporo è senza dubbio uno dei punti privilegiati di osservazione, perché offre uno spettacolo che è in assoluto tra i migliori.

Quali sono i luoghi da non perdere?

Il parco di Goryokaku, a Hokkaido. Qui, i pruni e i ciliegi colorano contemporaneamente le rovine dell’antica fortezza in stile Vauban (l’architetto di Luigi XIV), da fine aprile a inizio maggio.

Il parco del castello di Hirosaki, a Tohoku  La fioritura ha luogo a partire da aprile fino a inizio maggio, all’ombra di un castello tradizionale giapponese.

parco del castello di hirosaki
Il castello di Nagoya a Chubu

Il castello di Nagoya a Chubu . Più d’un migliaio di ciliegi fioriscono a partire dalla fine di marzo e, una volta giunta la notte, restano visibili grazie a delle illuminazioni.

Il parco di Senkoji, a Hiroshima. Uno dei luoghi più antichi, dove sono piantati da più di 120 anni 10.000 ciliegi, che fioriscono da inizio fino a metà aprile, offrendo uno spettacolo indimenticabile.

Parco di Senkoji
Castello di Kumamoto

Il parco del castello di Kumamoto, il più meridionale; tra le rovine del Castello di Nago, i 20.000 ciliegi piantati qui fioriscono molto prima dei loro fratelli del Nord.

Qualche consiglio pratico…

Partecipare all’hanami è un vero e proprio rito, sarebbe opportuno attrezzarvi! Innanzitutto dovreste portare con voi un telo abbastanza grande da poter contenere sia il cibo sia le persone che dividono la giornata con voi. I teli usati sono di solito blu e il picnic si degusta nel tradizionale bento, un cestino a scomparti con un coperchio, che potrete facilmente acquistare in un qualsiasi supermercato.

Non lasciate a casa gli abiti pesanti: c’è da stare all’aria aperta per molte ore e stando fermi, quindi avrete bisogno di essere ben coperti. Armatevi di smartphone e fotocamere.. perché sarà difficile non scattare una foto ricordo, ma sappiate che sarà impossibile immortalare l’ indescrivibile atmosfera  di serenità e bellezza intorno a voi, per questo l’unico consiglio è godersela al massimo!

Si dice inoltre.. che un petalo di ciliegio in fiore che cade su una persona è segno di buona fortuna per l’anno a venire. Sarà vero? Tentar non nuoce! Non lasciarti scappare l’occasione, per il prossimo anno tenta la sorte… 

Mina Settembre

La Napoli delle fiction Rai

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Le fiction ambientate a Napoli… come influenzano la comunicazione?

Napoli, in queste ultime settimane, è diventata la grande protagonista della prima serata di Raiuno.  

Mina Settembre, il Commissario Ricciardi… fiction di grande successo, che portano in scena la bella Napoli, ma anche e soprattutto la Napoli bella.

La Napoli bella? Sì, perché siamo stufi di vedere la nostra bella città apparire sulle prime pagine dei giornali, o in prima serata sulla tv nazionale, come sfondo, come teatro di violenza, di spaccio, di risse…

Finalmente vediamo contrapporsi alla figura ombrosa di Genny Savastano in Gomorra, la sorridente Mina Settembre, la famosa  assistente sociale dal cappotto rosso, che sfreccia da un capo all’ altro della città,  occupandosi sempre con grande dedizione degli anziani, dei bambini e di tutti coloro che le chiedono aiuto direttamente o indirettamente, anche a rischio di mettersi seriamente nei guai.

E mentre Mina, interpretata dalla bravissima Serena Rossi (chi non la ricorda come la Carmen di  Un posto al Sole?) fa su e giù per la città, per portare aiuto dal Vomero a Fuorigrotta, lo spettatore è immerso nella contemplazione di location mozzafiato!

Il panoramico lungomare, il folkloristico Rione Sanità, il Vomero, Posillipo, la vista mozzafiato che si ammira dalla funicolare di Montesanto, uno dei tre impianti di risalita della città, che collega il Vomero con la parte bassa della città di Napoli e che Mina prende tutti i giorni per recarsi al consultorio nel centro di Napoli dove lavora come assistente sociale. Ed è proprio qui che si svolge buona parte della fiction. Il consultorio dove Mina lavora è Palazzo Sanfelice, un edificio monumentale di Napoli che si trova nel Rione Sanità. Era un palazzo privato, appartenuto nel ‘700 all’ architetto Ferdinando Sanfelice, nel tempo forse un po’ dimenticato, ma che grazie alla fiction, sta acquisendo la popolarità che merita.

Mina Settembre

Il sorriso di Mina Settembre da un lato, e dall’ altro le indagini e i misteri del Commissario Ricciardi, nella Napoli anni ’30.  Anche in questo caso, le location della fiction comprendono diversi luoghi della nostra bella città, la cui ricostruzione storica per esigenze di copione è molto fedele alla realtà (in effetti, vi renderete conto che tra la Napoli del 1930 e la Napoli del 2021, non vi è molta differenza, i luoghi iconici, la bellezza, l’ autenticità, ancora oggi è rimasta tale).  Tra i luoghi più noti e riconoscibili il Real Teatro San Carlo, uno dei più famosi al mondo, fondato nel 1737, è il teatro d’opera più antico del mondo a essere tutt’ ora attivo.

Affacciato sull’ omonima via e su piazza Trieste e Trento, questo teatro è il simbolo di una Napoli che rimarcava il suo status di grande capitale europea, tanto da essere stato inserito dall’ UNESCO tra i monumenti Patrimonio dell’ Umanità.

Eppure c’è un altro teatro nella fiction, meno noto ma non meno bello e importante; il teatro Sannazzaro, la cosiddetta “Bomboniera di via Chiaia” per la ricchezza degli ori e degli stucchi e per le decorazioni che lo adornano.

Altro luogo è il Museo e Real Bosco di Capodimonte, che si trova all’ interno dell’ omonima reggia ubicata nel celebre rione collinare di Napoli.

Come non citare, poi, la neoclassica Villa Pignatelli, la settecentesca Reggia di Portici, il complesso monumentale dell’ Annunziata, Palazzo Reale, e lo storico Caffè Gambrinus, uno dei simboli della città.

Napoli sempre più protagonista delle fiction TV, non dimentichiamo infatti il successo de “L’Amica Geniale” e dei “Bastardi di Pizzofalcone” . Anche nelle ultime due fiction citate, vediamo una Napoli che ha voglia di riscatto, che ha voglia di mostrarsi, di farsi  conoscere  per la sua bellezza autentica, per il nobile animo dei suoi abitanti.

Ovviamente, come in tutte le città del mondo, la vita a Napoli non è tutta rose e fiori, non ci sono solo commissari e assistenti sociali…anche se siamo certi che, migliorando il lavoro di questi ultimi e aumentandone il numero, le cose sicuramente andrebbero meglio. 

E’ inutile nasconderci dietro un dito, guardiamo in faccia alla realtà.

Crediamo fermamente, però,  che non sia quella la parte di Napoli che deve essere esposta, valorizzata, vista come esempio da seguire e modello da imitare. Del resto… occupandosi semplicemente del tema, come potrebbe mai essere una fiction a debellare il problema della malavita? Come affermano i meridionalisti dal calibro di Pino Aprile, Gennaro De Crescenzo, il Procuratore Gratteri… “è ‘na storia vecchia, che va avanti dal lontano 1861”.

Allora? “Napoli è na carta sporca…e nessuno se ne importa”? No!

E’ la Napoli bella cioè che vogliamo mostrare, valorizzare, vivere…e siamo sicuri che piano piano annienteremo, non curandolo, ciò che di brutto c’è.

Un plauso va alla Regione Campania, al Comune di Napoli, che hanno permesso che Napoli facesse da location a queste fiction, mentre ancora tantissime altre sono in fase di produzione.

Quale è il risultato? Picchi di share altissimi, boom mediatico e la voglia di…Napoli, di respirarne gli odori, di viverne le sensazioni, le emozioni…

Sono nati a tal proposito dei veri e propri tour, sui passi e nei luoghi del Commissario Ricciardi, di Mina Settembre;  la materia prima c’era, non abbiamo fatto nulla, non l’abbiamo truccata né l’ abbiamo abbellita…volevamo solo mostrarvela per farvela conoscere, per farvi innamorare, per farvi capire come ci sentiamo noi…quando la mattina ci svegliamo, e dopo anni, credeteci di fronte a queste meraviglie ancora ci emozioniamo!

Accettate l’ invito?

viaggi su misura

Passaporti sanitari: quando torneremo a viaggiare?

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Passaporti sanitari?

 
Esattamente, e non è uno scherzo! 
Lo sappiamo tutti che, l’ unica soluzione per poter tornare liberamente a viaggiare, per uscire da questa gabbia dove ormai da un anno siamo confinati,  sia quella dei vaccini. 

Sappiamo anche però che…per ultimare la campagna vaccinale, si ha bisogno di tempo. E allora, è proprio qui che entra in gioco, per accelerare la ripresa del traffico aereo internazionale, l’ associazione mondiale delle compagnie aeree (IATA), con la  IATA TRAVEL PASS, una sorta di  il passaporto sanitario digitale. Ma vediamo meglio, di cosa si tratta. 

Si tratta di un’ applicazione per smartphone che consentirà ai passeggeri di conservare in maniera digitale, tutti i risultati dei test, dei tamponi anti Covid e dei certificati di vaccinazione. 

Ogni viaggiatore potrà così attraversare frontiere e accedere ai controlli delle compagnie senza certificati fisici, con una uniformità di informazioni digitali valide nella maggior parte dei Paesi. Le informazioni sanitarie del singolo passeggero potranno essere visibili dalle autorità locali attraverso la scansione di un QrCode. 
I centri di analisi potranno quindi condividere in tutta sicurezza i dati dei passeggeri con l’ app di IATA, uno dei problemi di questi mesi, infatti, è stato proprio il tempo necessario agli agenti di controllo per aspettare il risultato di uno o due test rapidi anti Covid, oltre al crescente problema di individuare le false certificazioni di test con risultato negativo presentate in forma cartacea dai passeggeri in aeroporto. 

Per De Juniac, amministratore delegato IATA, non c’è più tempo da perdere, ad oggi non siamo in grado di eliminare il rischio di COVID-19 e questo vuol dire che dobbiamo imparare a convivere con il virus e gestire il rischio con l’ adozione di misure di sicurezza condivise da tutti e in grado di assicurare la ripresa di tutte le attività economiche e delle abitudini dei cittadini, viaggi inclusi!
La sperimentazione della riapertura va associata con regole dei test (tamponi rapidi) e procedure condivise per i (fortunati) passeggeri già vaccinati. 

Iata Travel Pass sarà disponibile al pubblico da marzo 2021,  e sarà assolutamente gratuita, le prime a sperimentarla saranno Singapore Airlines, Etihad, Emirates e British Airways.

Ovviamente, non c’è bisogno di dire che siamo assolutamente d’accordo con De Juniac e non vediamo l’ ora di ripartire, di ritornare a viaggiare e a farvi viaggiare.

Vedere i nostri clienti felici in giro per il mondo, è quella la nostra soddisfazione più grande! 

Pulcinella e Castel dell'Ovo

Carnevale a Napoli: storia e dolci tipici

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Archiviate le festività natalizie, e smaltite (forse) tutte le calorie accumulate con struffoli, pastiere e roccocò. Il Napoletano ora guarda avanti. E’ quasi tempo di Carnevale, dove ogni piatto, ogni leccornia vale.

costumi del 700

Che cos’è Carnevale?

La festa del Carnevale a Napoli, ha origini molto antiche. Il marchese Giovan Battista del Tufo in un’ opera del XVI secolo, racconta che il travestirsi era una festa esclusiva dell’ aristocrazia napoletana che partecipava a tornei e balli alla Corte Aragonese.

Ma intorno al 1600 qualcosa cambiò; le maschere avevano iniziato ad affascinare anche il popolo, spingendo quindi macellai, pescivendoli e contadini ad organizzare un Carnevale del popolo. Quindi l’ antico Carnevale di Napoli aveva una doppia faccia, una più nobile e  aristocratica, l’ altra più semplice e popolana.

Il periodo più glorioso per il Carnevale fu con i Borbone, quando veniva festeggiato con carri allegorici arricchiti con cibo, salumi e formaggi, spesso preda di violenti saccheggi da parte dell’ affamato popolo napoletano. Siccome il saccheggio dei carri, provocava però, spesso incidenti, re Carlo di Borbone stabilì che i carri-cuccagna, invece di attraversare le strade cittadine, dovevano essere allestiti nel largo di Palazzo, e dovevano essere attentamente sorvegliati. Nel XVII e XVIII secolo, i carri furono sostituiti dall’ albero della cuccagna o palo di sapone che veniva reso scivoloso proprio grazie al sapone, in modo da rendere più difficile  l’ arrampicata dei concorrenti, per arrivare alle leccornie poste in cima. Il gioco era finalizzato all’ abbuffata che a Napoli era l’ usanza da parte del popoli di saziarsi abbondantemente prima del lungo digiuno quaresimale.

A poco a poco i festeggiamenti del Carnevale si ridussero a feste rionali.

Su un carro troneggiava un grasso Carnevale sempre ornato di prosciutti e provoloni, accompagnato da donne in lacrime per la sua pessima salute, che recitavano le tristi diagnosi dei medici dei tre rioni più popolari (Mercato, Porto e Pendino) alle quali alternavano un generale e buon augurio di lunga vita:E vuje ca l’avite visto st’anno/lu puzzate vedé ‘a ccà a cient’anne” (“e voi che l’avete visto quest’anno, lo possiate vedere da qui a cent’anni”). Interveniva quindi “‘O mast’ ‘e festa“ ( il maestro della festa) che andava in giro per le botteghe per racimolare qualcosa come rimborso delle spese sostenute.

Oggi di questo Carnevale, così festeggiato, resta ben poco, a parte i travestimenti dei bambini e qualche manifestazione organizzata in città. Ma in cucina i napoletani non perdono occasioni di ostentare la loro ricca gastronomia.

Andiamo un po’ a vedere…

 

Protagonista indiscussa è la lasagna; sfoglie di pasta fresca condite con un ricchissimo ragù di  carne di maiale e polpette, un piatto che richiede tempo e pazienza. L’ ingrediente principale, infatti, è proprio il ragù, rigorosamente di maiale. Il ripieno della lasagna è fatto con ricotta di pecora, salame,  uova sode, fior di latte e una spolverata di formaggio grattugiato.

La lasagna viene poi messa a cuocere in forno, finchè non si forma una crosta dorata in superficie.

Il secondo consiste, quindi, in un mix di carne al ragù;  costine di maiale, braciole, salsicce e chi più ne ha… più ne metta.

La tradizione vuole che si preparino anche…fegatini di pollo arrostiti (particolarmente deliziosi, se fritti con la sugna), friarielli e un mix di salumi.

E’ giunto il momento di scatenarsi con il dolce… anzi con i dolci!

Avete mai sentito parlare del sanguinaccio? Ma cos’è? Come si prepara?

Amedeo Colella - Mille Paraustielli di Cucina Napoletana

 

Andiamo a chiedere aiuto allo scrittore e napoletanista Amedeo Colella, che nel suo libro “ Mille Paraustielli di cucina napoletana” (tra i 5 libri sulla cucina del Sud Italia – consigliati dalla Gazzetta dello Sport) ci racconta un po’ la storia.

Sanguinaccio… perché? Un tempo, la ricetta prevedeva che tra gli ingredienti ci fosse il sangue fresco di maiale, perché nei primi mesi dell’anno era tradizione ammazzare il maiale e sappiamo tutti che… del maiale non si butta via nulla.  Dal 1992, la vendita al pubblico del sangue di maiale è stata vietata, per cui o hai il tuo maiale o ti accontenti di una crema al cioccolato fondente ( e io direi, che è cosa buona e giusta).

Quindi sanguinaccio a cucchiaiate o spalmato su chiacchiere, o peggio ancora sul savoiardo che muore annegato nel sanguinaccio. Sì, anneghiamo il savoiardo, per vendicarci della invasione Savoia nel regno di Napoli. Ben gli sta!

Torniamo agli altri dolci  di  Carnevale; le chiacchiere. Deliziose nastrine, striscioline di pasta croccante che si preparano fritte o al forno (per chi proprio è a dieta), la graffa (soffice ciambella fritta a base di farina e patate, immersa poi nello zucchero), e il migliaccio.

Migliaccio… sapete cos’è? Il nome deriva dal miglio, un tipo di semola utilizzata in passato per biscotti e dolci regionali, sostituita poi con la semola di grano duro. Questo dolce tipico è fatto con semolina e ricotta aromatizzata al limone. Nei giorni precedenti il Martedì Grasso, le mamme e le nonne iniziano la preparazione,  seguendo un’antica ricetta tramandata di generazione in generazione. Il migliaccio ha un sapore più o meno simile a quello della pastiera, di cui ingiustamente è considerato il parente povero.

Ultimi, ma non per bontà: i biscotti quaresimali! Preparati in convento proprio durante il periodo della Quaresima, così semplici e poveri di grassi che quasi non venivano considerati dolci. Un po’ tristi, lo ammettiamo, ma questo proprio perché come  è noto “Quaraesema secca secca se magnava ‘a pacca secca” cioè durante la Quaresima si mangiava solo frutta secca, non si mangiavano dolci.

Credo proprio che…leggendo di tutte queste leccornie, vi sia venuta una gran voglia di visitare Napoli proprio durante il periodo del Carnevale. Bhè noi siamo qui… per organizzare il vostro viaggio nel minimo dettaglio, esperienze culinarie incluse. Unica raccomandazione… lasciate la dieta a casa!

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Crociera della Musica Napoletana – 13^ Edizione dal 4 all’ 11 ottobre 2021

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4 – 11 Ottobre 2021 – 13^ Edizione della Crociera della Musica Napoletana... Crociera della Musica Napoletana? Ma perché?

Bene, cerco di riassumervi, cosa mi ha spinto nel lontano 2008, ad ideare questa iniziativa, questo marchio.
In un Sud Italia, ricchissimo di grandi tradizioni identitarie, ma scarno in termini di comunicazione ( i più grandi giornali, le principali emittenti televisive e radiofoniche nazionali hanno sede al Nord, conferendo al Sud anche una scarsità a livello occupazionale); la Crociera della Musica Napoletana si è assunta l’onere ( e l’ onore) di portare alla luce una delle più grandi tradizioni musicali mondiali ( la Canzone e la Musica Napoletana ) cantata ed imitata in tutto il mondo, eppure così poco valorizzata e premiata ma purtroppo per tanti svariati motivi non viene adeguatamente valorizzata, esaltata, riconosciuta nella nostra città.
Si potrebbero creare Musical della Canzone Napoletana, Scuole di Musica Napoletana, e invece nessun “amministratore” sembra mostrar interesse.
Nei vari incontri e symposium tenuti a bordo da alcuni esperti del settore, è venuto fuori che la Canzone e la Musica Napoletana (attenzione; non confondiamo i due termini, in quanto hanno due accezioni completamente diverse) hanno ispirato musicisti e poeti da ogni dove, e ad oggi molti studiosi ed esperti del settore sono concordi nel dire che la musica italiana esiste proprio grazie alla canzone napoletana. Basti pensare a Lucio Dalla, grande appassionato di cultura napoletana, che una volta disse: «Quella napoletana è la musica più importante del Novecento, altro che Beatles! Dobbiamo tornare a noi, e non essere provinciali, scopiazzando all’estero».
È innegabile che le radici della melodia e del belcanto nel mondo siano partenopee. Che la musica napoletana sia un patrimonio culturale mondiale, lo sapevamo già. La tradizione della musica partenopea è una ricchezza unica, ineguagliabile. Possiamo autorevolmente dire che; l’Italia nel mondo è rappresentata dalla musica e dalle canzoni napoletane .

canzone napoletana nel mondo

È innegabile che le radici della melodia e del belcanto nel mondo siano partenopee. Che la musica napoletana sia un patrimonio culturale mondiale, lo sapevamo già. La tradizione della musica partenopea è una ricchezza unica, ineguagliabile. Possiamo autorevolmente dire che; l’Italia nel mondo è rappresentata dalla musica e dalle canzoni napoletane.
Si pensi che nella Napoli Sveva del XIII secolo, si è sviluppato un genere che oggi definiremmo come pop, cioè popolare. Tutto ha avuto inizio con canti intonati delle lavandaie dell’agreste collina del Vomero.
L’evoluzione della melodia napoletana, legata a quella del dialetto, non si è mai interrotta, anche se la sua diffusione nel mondo ha subito un forte rallentamento per l’impatto avvenuto negli anni ’60 del ‘900 con la musica inglese e americana.
Ma forse non tutti sanno che è stata proprio la Musica Napoletana ad influenzare i più grandi gruppi musicali inglesi e statunitensi, degli anni ’60 – ’70 .
La “Sesta Napoletana”: accordo di sesta napoletana, costruito sul II grado abbassato della scala minore; è nato nel ‘700 e dall’Ottocento in poi si è diffuso nell’intero mondo musicale influenzando il jazz, il blues e il rock d’avanguardia delle grandi band britanniche e americane, come riporta Made in Naples.
Sia i Beatles racconta Brian Epstein – manager del quartetto di Liverpool – sia Lennon che McCartney avevano una conoscenza enciclopedica della musica di tutto il mondo e di tutte le epoche, con una spiccata predilezione per l’antico repertorio napoletano. A dir la verità, senza mai accusare i baronetti di Liverpool di plagio, in passato si erano notate affinità in passaggi melodici tra «Michelle» e «Scalinatella», portata al successo da Roberto Murolo.
Va sottolineato che già nel 2004 l’originalità di «Yesterday» fu messa in dubbio da due studiosi inglesi di musica pop, il conduttore radiofonico Spencer Leight e lo scrittore Dominic Pedler.

Oggi, a girare il mondo è il grande repertorio classico della Canzone Napoletana. In tutto il mondo si canta e si suona la Musica e le Canzoni Napoletane, ovvero l’Italia è rappresentata nel mondo dalle Canzoni e dalla Musica Napoletana e non viceversa.

Gli Svevi e il pop napoletano

Tutto questo fa capire l’importanza e la potenza rappresentata da questa tradizione millenaria, tradizione strettamente napoletana, che purtroppo però non si riesce a valorizzare, valorizzazione che darebbe sicuramente un impulso ottimale al miglioramento del tessuto economico e culturale della città.
Insomma cari amici clienti e cari appassionati, noi in una città che ha bisogno di tutto, ma in particolar modo di risorse economiche, abbiamo ricatturato l’attenzione dei media e degli imprenditori illuminati con questo nuovo modo di fare comunicazione.
Vogliamo al contempo, augurarci che altri imprenditori utilizzino la loro professionalità per portare avanti, per valorizzare i tanti settori di eccellenza presenti nella nostra città, nella nostra regioni. Settori sterili, ai più sconosciuti, dai quali non si riesce a trarre tutto ciò che potremmo. Mi riferisco al teatro napoletano, la cucina napoletana e la pasticceria, eccellenze, ahimè, non ancora riconosciute a livello mondiale.
Cosa intendo? Mi spiego meglio…mentre altre città con risorse, strumenti, prodotti sicuramente meno eccellenti, meno degni di storia, hanno creato grandi industrie, generando posti di lavoro, incrementando, così, il benessere del territorio; noi siamo qui con un patrimonio culturale, storico, artistico ineguagliabile, di cui ci ricordiamo una volta ogni tanto, ma che subito poi rimettiamo a posto, per tenerlo da parte, quasi per non volerlo sgualcire.
Sarà forse perché abbiamo troppe eccellenze? Sarà forse a causa della miopia dei politici di turno?
Fatto sta che noi campani abbiamo un tesoro che… non sappiamo sfruttare.
Ecco perchè noi organizzatori della Crociera della Musica Napoletana  utilizzando l’approccio Bottom UP da ben 13 anni portiamo in tutti i Porti del Mediterraneo su favolose navi da crociera la Musica, ma anche l’ Arte, la Cultura Napoletana l’ essenza della nostra città.
Spero di non avervi annoiato, ma la meraviglia della nostra regione, va raccontata.
Se siete anche voi dei “NAPOLETANI E NON NAPOLESI ” ( la differenza ve la psiego la prossima volta ) fate girare, passate parola; diamo voce alla nostra ricchezza: il nostro Patrimonio di inestimabile valore. Aiutiamo così lo sviluppo economico della nostra regione e della nostra città, perché se “Napule è na carta sporca e nisciuno se ne importa, non aspettiamo ‘a ciorta… ‘a ciorta creiamocela noi”!

Raffaele Viviani - Campanilismo

“…Campanilismo bello, addò si’ ghiuto?

Facimmolo nuie pure comme a ll’ate:

si no p”a gente ‘e Napule è fernuto,

e nun sarrammo maie cunsiderate.

 

Talento ne tenimmo, avimmo ingegno:
nu poco sulo ca ce sustenimmo,
cunquistarrammo chillo posto degno
ca, pe’ mullezza nosta, nun tenimmo.
 
Quanno na cosa è bbona e è nata ccà,
nu milione ‘e gente l’ha da di’.
E vedarraie po’ Napule addo’ va,
cu tutto ca è ‘o paese d”o ddurmi’ .”
 
Dalla poesia “Campanilismo” di Raffele Viviani 

 

 

 

Francesco Spinosa

 

Operatore e Formatore Turistico

 

Amministratore e Direttore  www.scooptravel.it

 

Ideatore dell’ Evento  www.crocieradellamusicanapoletana.it

 
 
 Campanilismo di Raffaele Viviani – recitata da Nino Taranto 
 
 
L' unica zona verde d' Italia

Navi da crociera, l’unica zona verde d’ Italia

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navi da crociera

 

E mentre un’ Italia dai colori rosso/arancione/giallo è in trepidante attesa di nuovi aggiornamenti per capire quale colore assumerà la propria regione…c’è un area del nostro Bel Paese che si riconferma: unica zona verde d’ Italia.

Son le navi da crociera; dove il Covid-19, ovviamente, esiste ma è tenuto a bada, dove non esiste coprifuoco, dove non valgono le restrizioni imposte dagli ultimi DPCM.

No, non stiamo parlando del Paese dei Balocchi, stiamo parlando dei giganti del mare che, grazie a numerose misure di sicurezza, riescono a garantire ancora uno stile di vita normale…quella normalità che qui a terra, sembra ancora abbastanza lontana.

Ma scendiamo più nel dettaglio…

Durante lo stop forzato del primo lockdown, entrambe le compagnie crocieristiche, quindi sia Msc che Costa Crociere, hanno ben pensato (avvalendosi di una task-force di esperti medici e scientifici) di investire in termini di sicurezza, varando dei veri e propri protocolli, in modo da rendere le navi da crociera, il luogo più sicuro in assoluto.

Cosa succede a bordo?

Prima dell’ imbarco: check-in online, orari di imbarco scaglionati, rapido screening sanitario, somministrazione test diagnostico Covid (tampone), ciò permette di individuare eventuali casi sospetti e stabilire se il passeggero è idoneo a salire a bordo delle navi da crociera.
In caso di esito positivo del tampone, il viaggio verrà posticipato o rimborsato.

Durante la crociera: elevate misure igienico-sanitarie e di pulizia, distanziamento fisico (numero dei passeggeri ridotto), ausilio delle più innovative tecnologie (Costa App – MscforMe) per prenotare i servizi e gestire le attività quotidiane a bordo in tutta sicurezza, escursioni organizzate solo dalla Compagnia (per evitare contatti non tracciati e non tracciabili durante la visita delle città) garantendo ad ogni partecipante la massima sicurezza e tranquillità, assistenza medica 24 ore su 24 per tutti gli ospiti e l’ equipaggio.

Ci sono limitazioni a bordo delle navi da crociera?

Dimentica le parole: coprifuoco, autocertificazione, lockdown…

A bordo delle navi da crociera puoi: pranzare al buffet, cenare al ristorante, fare l’ aperitivo prima di cena ( i ristoranti e i bar non chiudono mica alle 18), andare in piscina, in palestra, al centro benessere, bere un drink dopo cena ascoltando musica dal vivo, vedere meravigliosi spettacoli al teatro.

Ovviamente indossano, com’è d’obbligo, la mascherina nelle aree comuni, rispettando il distanziamento sociale, provvedendo ad igienizzare accuratamente e frequentemente le mani.

Oggi la crociera rappresenta non solo una vacanza, ma anche un luogo ameno dove accantonare per un po’ di giorni, le preoccupazioni e le ansie per la situazione attuale.

A bordo si può continuare a lavorare tranquillamente se si è in smart – working, mentre se non si hanno a disposizione molti giorni di ferie si può approfittare delle minicrociere!

Per maggiori info&prenotazioni

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Viaggi in bus da Napoli: un motivo in più per viaggiare con Scoop Travel!

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  Non ami troppo guidare o non hai l’auto? Bene, con i viaggi in bus da Napoli non sarà più un problema! Alla guida ci penserà un autista professionista e il tuo mezzo di trasporto sarà un bus GT super confortevole, grazie alla nostra partnership con gli esperti del settore: D’ Agostino Viaggi e Turismo.
Il tuo unico compito sarà rilassarti e goderti il panorama.  

 

Sei single e ti trovi spesso a viaggiar da solo?

Un viaggio di gruppo in bus è la soluzione che fa per te! Il viaggio comincia proprio dal momento in cui si sale sul bus. Conoscerai compagni di viaggio con cui chiacchierare durante il tragitto e, perché no, magari trascorrerci anche un pezzo della tua vacanza una volta giunto a destinazione.   

 

Desideri avere sempre un supporto durante i tuoi viaggi, una figura su cui poter sempre contare?

Tutti i viaggi in bus da Napoli partono con un accompagnatore specializzato, che ti seguirà per l’intera durata del tour, garantendo che tutti i servizi programmati vengano erogati senza intoppi. Sarà lui a supervisionare sul comfort delle strutture ricettive, del trasporto, sulla qualità dei pasti e sul lavoro svolto dalle guide locali. Sarà lui ad essere sempre presente, per risolvere qualsiasi problema possa presentarsi.  

 

Preferisci  la comodità, non ti piace camminare molto?

Non hai bisogno di transfer da/ per l’ hotel come nel caso di viaggi in treno o in aereo, perchè nel caso dei tour organizzati in bus, arriverai direttamente in hotel.  E anche per quanto riguarda gli spostamenti in città per passeggiate e visite guidate, grazie alla presenza di apposite aree di sosta, il bus ti fermerà proprio in prossimità del luogo/monumento di interesse. Eviterai quindi un ulteriore stress, per spostarti con i mezzi di trasporto locale, ma anche un’ ulteriore spesa economica, siccome il costo degli spostamenti in loco è già incluso nella quota di partecipazione! 

 

Sei alla ricerca di tour esperienziali, di viaggi speciali “su misura”?
Tutti i programmi dei nostri tour di gruppo sono organizzati, realizzati  e seguiti  dai nostri travel specialist nei minimi dettagli, dai primi contatti con le migliori strutture alberghiere alla ricerca delle principali attrazioni, ai contatti con le guide locali, alla preassegnazione dei posti in bus, ascoltando i suggerimenti e andando incontro alle esigenze di ogni singolo cliente.

viaggi su misura

Viaggi in bus da Napoli con bambini: una serena avventura. 

Quando si viaggia con i più piccoli, gli imprevisti dell’ ultimo minuto non mancano mai!

E’ bene armarsi per farsi trovare pronti per ogni evenienza.
Tenete sempre a portata di mano degli snack e delle bottigliette d’acqua; sgranocchiare qualcosa lo aiuterà a sentirsi impegnato!

Portate, inoltre,  con voi i suoi giochi preferiti così da non farlo annoiare, smartphone e tablet con tanto di video e cartoni (nella maggior parte dei bus c’è sempre il wifi), ma non dimenticate le cuffiette; altrimenti, per non disturbare, il vostro bambino sarà costretto a riprodurre video a bassissimo volume, perdendo così gran parte del divertimento.
 

Cercate di renderlo partecipe della situazione, illustrandogli creativamente il motivo del viaggio, la bellezza di ciò che si andrà a vedere, tutto ciò che potrà visitare, in questo modo di certo non si annoierà e sarà più disposto a sopportare il lungo viaggio in pullman.


In tutti i viaggi in bus da Napoli, l’ accompagnatore è sempre giovanissimo, e coinvolgerà vostro figlio in giochi e quiz.
State certi che… il vostro bambino non avrà il tempo di annoiarsi! 

 

Lo sappiamo tutti, di rado sui bus la temperatura è quella giusta, spesso fa troppo caldo o troppo freddo.
Gli autisti si trovano a mettere d’ accordo decine di persone con bisogni diversi e questo, a volte, porta a delle soluzioni drastiche, quali spegnere l’ aria condizionata o creare al contrario, un ambiente troppo fresco.

Per affrontare la situazione basterà vestire il bambino ( ma anche voi stessi) a cipolla, un abbigliamento a strati per così dire, con una base leggera e una serie di capi sovrapposti.
D’ estate è quasi d’ obbligo una giacca per ripararsi da una fastidiosa aria condizionata, d’ inverno una t-shirt può essere utile per fronteggiare dei riscaldamenti troppo asfissianti. 
   

bimbi alla scoperta del mondo

Viaggi in bus da Napoli: le mete più richieste.

 

Nella nostra programmazione, ormai ultra decennale, ci sono delle mete ormai VIP.  In che senso?

Ci vengono particolarmente richieste dai nostri clienti, diventano sold-out nel giro di due giorni, tanto che spesso partiamo con più bus, o comunque programmiamo due date a distanza ravvicinata, per permettere a tutti di partecipare.

Abbiamo stilato una vera e propria classifica dei viaggi in bus da Napoli più richiesti, sono proprio loro… i magnifici 5.

 

viaggi in bus da napoli

Mercatini di Natale in Alto Adige

C’è bisogno di presentazioni? La magia, il fascino particolare del Natale che solo i mercatino in Alto Adige sanno offrire!

Bolzano, Merano, Vitipeno, Brunico e Bressanone… lì dove durante l’ Avvento le strade e le piazze si riempiono di deliziosi profumi e dolci suoni, assumendo una romantica e irripetibile atmosfera natalizia. Bellissime decorazioni, facciate delle case e alberi coperti di neve addobbati con luci sfavillanti ci permettono di vivere un Natale diverso. 

 

I Sassi di Matera

Il fascino di Matera, la città senza tempo. Un’ intera giornata dedicata alla visita della Capitale della Cultura 2019, sempre con guide turistiche eccezionali.
La splendida Cattedrale della città, la quiete del Sasso Barisano e del Sasso Caveoso, dichiarati dall’ Unesco Patrimonio Mondiale dell’ Umanità già nel 1993.
Percorrendo le strade dove registi del calibro di Pasolini e Mel Gibson hanno girato rispettivamente “Il Vangelo secondo Matteo” e “La Passione di Cristo” si ha modo di toccare con mano la storia di questo luogo unico al mondo.
Molto suggestiva, è la visita di una casa- grotta tipicamente arredata secondo gli antichi usi.

 

Carnevale di Viareggio

C’è tour di gruppo, più allegro e simpatico?

Tutti in maschera per il Carnevale più divertente d’ Italia!

Protagonisti indiscussi sono i carri allegorici di cartapesta più grandi del mondo che si muovono grazie ad ingegnosi meccanismi e sono animati dalla musica e dai balli di centinaia di figuranti in maschera.

I carri raffigurano in maniera caricaturale i personaggi della politica, della cultura e dello spettacolo, con satira e ironia il Carnevale di Viareggio affronta i temi più scottanti del momento per riderci su.
Craxi, Prodi, Berlusconi, non c’è protagonista della vita pubblica italiana che non sia stato preso di mira.

 

Giardino di Ninfa

Attenzione, portate con voi cellulare o fotocamera, perché delle foto strepitose sono d’ obbligo!

A Cisterna di Latina, c’è una meraviglia… considerata monumento naturale della Repubblica Italiana. Si tratta di un tipico giardino all’ inglese, realizzato sui ruderi della città medievale di Ninfa, di cui oggi rimangono soltanto diversi ruderi, alcuni dei quali restaurati durante la creazione del giardino. Visitabile solo su prenotazione (e con noi vai sul sicuro) , ospita al suo interno oltre un migliaio di piante ed è attraversato da numerosi ruscelli d’ irrigazione oltre che dal fiume Ninfa.

 

Cinque Terre

Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Monterosso e Vernazza; sono i paesi sospesi tra mare e terra che danno vita alle Cinque Terre.

Ma facciamo un passo indietro.. dove si trovano le Cinque Terre?

Stiamo parlando di una zona costiera della Liguria, in provincia di La Spezia, di circa 30 km che si estende all’estremità della Riviera di Levante.

Aggrappate con tutte le loro forze su scogliere a strapiombo sul mare, questi borghi fanno parte di un Parco Nazionale, e dal 1997 sono stati inseriti dall’UNESCO nella World Heritage List, riconosciuti come uno dei siti naturalistici più belli al mondo.

A primo impatto, la costa delle Cinque Terre, può apparire quasi inospitale; così rocciosa e ripida..

Ma l’apparenza inganna, e subito vi troverete di fronte a incantevoli baie, spiaggette e meravigliosi sentieri panoramici, tutti da scoprire. E nell’ entroterra? Bellissimi borghi medievali, caratteristici santuari, botteghe artigiane e piatti tipici tutti da assaggiare.

Un luogo incantevole…tutto da scoprire.

Questa era ovviamente solo una classifica parziale delle mete più quotate nella nostra programmazione Viaggi in bus da Napoli, avremmo rischiato di dilungarci troppo. Seguici sulla nostra pagina Facebook per essere sempre aggiornato su nuove partenze, promozioni e curiosità.

Ti aspettiamo!

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turista con cangurotto

Cosa mettere in valigia: consigli per un viaggio perfetto.

Posted By : Scoop Travel/ 626 0

Prenotazione effettuata, documenti di viaggio in agenzia…ritirati. Ora non ci resta che preparare  il bagaglio.  Un attimo, un attimo… ma cosa mettere in valigia? Quali sono i capi indispensabili? E se porto troppe cose?

“No panic”, la Scoop Travel corre in vostro aiuto!

 

Naturalmente la composizione della valigia dipende dalla tipologia di viaggio, dal mezzo di trasporto, dalla stagione e da tanti altri fattori.

La parola d’ordine è sicuramente COMFORT, ma attenzione…COMFORT CON STILE, non vorremmo mica sembrare sciatte? Comode ma sempre alla moda.

Comodità soprattutto nella prima e nell’ultima parte di viaggio, quindi in treno, in aereo, durante i viaggi in bus

Il consiglio è innanzitutto quello di preferire indumenti in cotone e fibre naturali, che aiutano (anche durante viaggi che durano 18 – 20 ore) a mantenere sempre fresca la pelle e a ridurre la stanchezza che ne deriva.

In ogni caso, è bene indossare sempre un soprabito , magari una giacca, una felpa leggera se il viaggio è verso paesi caldi, un giubbotto antivento se il  viaggio è verso paesi più freddi. Perché? Indossare un qualsiasi soprabito è comodo perché,  permette di tenere sotto controllo e a porta di mano tutto il necessario: cellulare, sigarette, accessori per un make-up veloce, cuffie, fotocamera.

 

Scoop - il cangurotto esploratore

Al posto della borsa,  preferiamo consigliare uno zaino, comodo perché lascia libere le mani a differenza delle tanto amate bags, mani libere per portare valigie e buste (magari dopo aver fatto shopping). Il tanto caro zaino, che ci aiuterà ovviamente, anche a tenere insieme le altre cose utili per il viaggio ( voucher – documenti  – bottiglia d’ acqua – fazzoletti – salviettine umidificate…)

 

E per quanto riguarda le scarpe, cosa mettere in valigia? Allora anche qui dipende molto dalla tipologia di viaggio; se si va  in un paese caldo, dove è necessario proteggere i piedi durante un eventuale Safari nel deserto o un’ escursione nella foresta si avrà  bisogno di scarpe da trekking, scarpe comode anche in caso di escursioni e visite archeologiche o centri storici dove sono immancabili le lunghe scalinate o le stradine scoscese.

Insomma soprattutto noi donne dovremmo fare qualche rinuncia, dicendo NO ai nostri amati tacchi ( magari preferiamo per la sera, un paio di sandali gioiello bassi, comodi tipo infradito). Oltre ovviamente alle infradito da portare per il giorno ( se siamo al mare, in piscina, in resort…).

 

 

Scoop il cangurotto

E inoltre, se si va in una zona di mare dove è presente la barriera corallina, faremo bene a procurarci anche delle scarpette di gomma da scoglio. Inoltre un piccolo consiglio per queste zone… cerchiamo di mettere in valigia anche un paio di pinne e una maschera. Semplicemente perché, in questo modo risparmieremo il costo del noleggio in loco che si aggira intorno ai 10€ al giorno.
Non dovrebbe essere difficile farli entrare in valigia, in quanto il bagaglio estivo è generalmente abbastanza libero, essendo i costumi e gli abiti estivi molto leggeri e poco ingombranti.

 

Portate sempre con voi però un jeans, qualunque sia la meta, potrebbe tornarvi utile di sera (magari abbinato ad una camicia o ad una blouse particolare per le donne), e vi proteggerà durante le escursioni, passeggiate a cavallo ad esempio, o cammellata e motorata  nel deserto.

Scoop - il cangurotto muscoloso

Per le vacanze invernali consigliamo comunque abbigliamento comodo in caldo cotone, se andiamo in posti particolarmente freddi consigliamo un leggings magari da indossare sotto i pantaloni (per le donne) e una maglia termica da indossare sotto i vestiti, in modo da essere sempre calde.

Dunque, per ogni tipologia di viaggio prediligiamo sempre la comodità, la praticità, ma non abbandoniamo mai lo stile.

Le nostre mete di viaggio faranno sicuramente da sfondo alle foto per i nostri profili Instagram e Facebook, non dimentichiamolo! Dovremmo pur sentirci fashion blogger, no?

E ovviamente per prenotare il vostro viaggio,  non dimenticate di passare quanto prima in agenzia, per realizzare il vostro viaggio da sogno insieme ai nostri consulenti!

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